top of page
  • Immagine del redattoreSocietà Meteorologica Alpino Adriatica

Risposta dei corpi glaciali di Canin e Popera dopo l'anno più caldo degli ultimi 172 anni almeno

A cura di Renato R. Colucci & Andrea Securo

Società Meteorologica Alpino-Adriatica & Istituto di Scienze Polari - CNR

* Riproduzione riservata - ©Società Meteorologica Alpino-Adriatica . La riproduzione e la diffusione, anche parziale, di testi ed immagini devono essere concordate, ed autorizzate dagli autori. E' concesso usare il link di questo articolo per condividerlo su altri portali, e comunque con corretta ed esplicita citazione della fonte.


Stazione meteorologica automatica Canin: report temperature anno 2022


L’analisi dei dati della temperatura ci mostra come il 2022 risulti termicamente il più caldo mai osservato in Alpi Giulie. Il dato, inserito nel trend di lungo periodo, conferma il rapido incremento della temperatura che si osserva in particolare negli ultimi 3 decenni pari a circa +1.5°C dall’inizio degli anni ’80 ad oggi. Dal 1984 (39 anni) non si sono più registrate temperature medie annuali inferiori a 0°C ai 2200 m di quota della stazione meteorologica del Monte Canin (Figura 1).


La temperatura minima di -15.5°C del 2022 si è verificata tra le ore 5.30 e le ore 6 del 12 dicembre, mentre la temperatura massima di 19.6°C tra le ore 13.30 e le 14 del 22 luglio (Tabella 1). Il 12 dicembre con -13.6°C risulta anche la giornata con la temperatura media giornaliera più bassa dell’anno, mentre il 21 luglio con 16.1°C è la giornata più calda. A titolo di confronto con i dati medi giornalieri del passato a partire dal 1955, le giornate termicamente estreme al sito del Canin si sono verificate il 6 gennaio 1985 con una media giornaliera di -25.5°C ed il 27 luglio del 1983 con una media giornaliera di 20.0°C.


I dati per il Canin alla quota di 2200 m dal 1851 sono stati recentemente elaborati in un lavoro pubblicato nel 2015 sull’International Journal of Climatology. In questo lavoro l’errore associato alle medie giornaliere antecedenti il 2012 è stato calcolato in ±0.6°C.

Temperatura media annuale misurata a 2200 m in Canin. Dati puntuali (pallini e curva grigi) e media mobile centrata di periodo 11 anni (curva blu). In evidenza il 2022 (pallino rosso).


Mean annual air temperature measured at 2200 m in Canin. Data (gray dots and curve) and 11-years-centered moving average (blue curve). 2022 is the red dot.


Curve annuali delle temperature medie giornaliere a 2200 m di quota in Alpi Giulie-Canin nel 2022 (curva arancione). In evidenza la media climatologica ed una deviazione standard 1955-2022 (curve blu continua e tratteggiate) ed i valori estremi assoluti giornalieri 1955-2022.


Annual daily mean temperatures at 2200 m in the Julian Alps-Canin area in 2022 (orange curve). The climatological mean and one standard deviations 1955-2022 (solid and dashed blue curves), and the daily 1955-2022 extremes are also highlighted.


Tabella 1

da sinistra temperature medie, minime (azzurro) e massime (rosso) mensili registrate nel corso del 2022 con i riferimenti al trentennio 1961-1990, all’ultimo trentennio utile (1991-2020) e a tutta la serie (1851-2020) con le rispettive differenze. Con i colori azzurro e rosso nelle colonne vicine alle medie di riferimento sono messe in evidenza le rispettive anomalie osservate nel 2022.


from left to right mean, min and MAX monthly air temperature recorded in 2022 compared to the thirty years reference 1961-1990, the last 30 years reference (1991-2020) and the whole record (1851-2020) with respective differences. Blue and red colors beside the long-term averages highlight the 2022 anomalies.


Figura 4

Istogramma delle anomalie 2022 rispetto ai trentenni di riferimento 1961-1990 e 1991-2020


bar histogram of 2022 anomalies compared to 30 years reference 1961-1990 and 1991-2020



L’anomalia di temperatura media del mese di giugno, la più alta osservata, è di +4.9°C. Ottobre, con una media mensile di 7.1°C ed un’anomalia di +4.6°C risulta il mese più caldo dell’intera serie storica, e quindi da almeno 172 anni. Ad esso si contrappone settembre che, con un’anomalia rispettivamente di -0.7°C e -1.0°C rispetto alla climatologia 1961-1990 e 1991-2020, risulta l’unico mese più fresco del normale (Tabella 1 e Figura 4).


Considerando la sola climatologia recente 1991-2020, affetta dal repentino riscaldamento degli ultimi 3 decenni, anche il mese di aprile risulta lievemente più fresco del normale (-0.6°C), ma con anomalia nettamente positiva (+0.9°C) se si considera la climatologia del trentennio precedente (Tabella 1 e Figura 4).


Tutte le 4 stagioni del 2022 risultano nettamente superiori termicamente alle medie di riferimento. L’estate in particolare presenta un’anomalia di 3.6°C rispetto alla climatologia 1961-1990 e di +2.0°C rispetto a quella 1991-2020. In linea generale la stagione che mostra il riscaldamento più costante e marcato in Alpi Giulie ad alta quota è proprio l’estate. Il riscaldamento iniziato negli anni ’80 con un tasso di incremento di circa 0.8°C ogni 10 anni (8°C a secolo) non mostra segni di interruzione. La temperatura media estiva si è ormai alzata di circa 2.5°C dagli anni 1980 ad oggi (Figura 5).


Figura 5

Temperature medie mensili 1851-2020 delle 4 stagioni e media mobile centrata di periodo 11 anni. Il 2022 è evidenziato dal pallino rosso


1851-2020 Monthly mean temperature in the four seasons with 11-years-centered running mean. 2022 is highlighted as a red dot.



La risposta dei corpi glaciali del Canin orientale e di Prevala in Alpi Giulie, e Alto di Popera in Dolomiti di Sesto


La Società Meteorologica Alpino-Adriatica in collaborazione con l’Istituto di Scienze Polari del CNR, monitora tre piccoli corpi glaciali delle Alpi orientali: al glacionevato orientale del Canin ed al glacionevato di Prevala in Alpi Giulie, si è aggiunto dal 2020 il ghiacciaio del Popera in Dolomiti di Sesto. Per le Alpi Giulie i rilievi sono condotti in collaborazione con il Parco Naturale delle Prealpi Giulie e grazie all’importante supporto logistico di TurismoFVG e Protezione Civile FVG.


I rilievi sul campo sono effettuati in particolare per i calcoli di bilanci di massa annuale, ma nei due corpi glaciali delle Alpi Giulie sono effettuati anche i bilanci di massa invernali. L’estate 2022 è risultata essere la terza più calda mai verificatesi da quando esistono osservazioni meteorologiche sulle Alpi orientali. Le tre estati più calde si sono verificate nell’arco degli ultimi 20 anni, nell’ordine 2003, 2019 e 2022 (Figura 5). Un’estate termicamente così estrema è stata preceduta da un inverno particolarmente avaro in precipitazioni nevose, con picchi negativi in alcuni settori alpini mai verificatesi in precedenza da quando esistono osservazioni in merito.


Tuttavia, in Alpi Giulie la sommatoria neve invernale, seppur sotto media, è stata comunque non estrema. Al sito AINEVA del Rifugio Gilberti (1840 m) i rilievi giornalieri manuali condotti tra il 26 novembre 2021 ed il 27 aprile 2022, riportano infatti un valore di 610 cm, poco meno di 1 metro inferiore al valore normale degli ultimi 30 anni.

Va detto che la sommatoria neve dei dati “ufficiali” rappresenta sempre una sottostima della realtà a causa del limitato periodo di osservazione, ma è con quella che si fanno i confronti con i dati del passato.


Nella realtà, la neve totale caduta al Gilberti nell’inverno 2021-22 ammonta a 703 cm, sommatoria che tiene conto delle nevicate occorse al di fuori dell’intervallo temporale riportato qualche riga sopra. Ci sono da conteggiare infatti le nevicate del 7 ottobre (10 cm), 2, 3 e 4 novembre (46 cm), 8 novembre (25 cm) 14 novembre (2 cm) e 23 novembre (1 cm).

Il 1993, che rimane l’inverno più avaro in precipitazioni nevose, riporta negli archivi una sommatoria di soli 205 cm, davvero pochi per i valori normali delle Alpi Giulie.


Figura 6

Spessore di neve al suolo misurati alle stazioni del Livinal Lunc (1837 m slm) e del campo AINEVA del Rifugio Gilberti in Canin (1850 m slm). Gli spessori giornalieri inverno 2021-22 sono rappresentati con la linea rossa


Snow thickness in Canin at the Livinal Lunc (1837 m asl) and Gilberti AINEVA site (1850 m asl). The daily 2021-22 snow thickness is the red line.


L’infelice combinazione inverno secco – estate con caldo estremo ha portato con sé effetti disastrosi su gran parte della criosfera alpina con bilanci di massa straordinariamente negativi, e mai osservati nella storia delle osservazioni glaciologiche delle Alpi, che sono peraltro quelle attive da più tempo a livello globale. Non deve stupire l’uso apparentemente esagerato dei superlativi, motivato dal dover descrivere un qualcosa di mai osservato in precedenza dalla comunità scientifica e dagli enti preposti ai monitoraggi.


Nelle immagini seguenti riportiamo i bilanci di massa annuale dei tre corpi glaciali. I rilievi sono stati effettuati il 7 settembre 2022 al ghiacciaio del Popera, il 14 settembre sull’orientale del Canin ed il 3 ottobre in Prevala. Per quanto riguarda il Canin orientale, è stato eseguito anche un rilievo il 3 ottobre ma con l’apparato glaciale ricoperto dalla neve caduta a settembre. Per questo motivo abbiamo preferito usare il rilievo del 14 settembre, precedente alla nevicata e che descrive visivamente in maniera più esaustiva lo stato di sofferenza del corpo glaciale.


Tutti i bilanci eseguiti sono stati realizzati con la tecnica fotogrammetrica della Structure from Motion ricostruendo le superfici topografiche. Successivamente, il differenziale con i rilievi analoghi dell’anno precedente, hanno permesso di ricostruire le variazioni topografiche e quindi il bilancio di massa.


Per quanto riguarda il corpo glaciale del Canin, quindi, la diminuzione topografica mediata su tutta la superficie è stata di 4.94 m, con un massimo di 6.23 m nel settore frontale (Figura 7).

Nei rilievi autunnali si sono osservati diversi mulini glaciali nella parte frontale dell’apparato, proprio in corrispondenza dell’area del glacionevato maggiormente interessata dalla diminuzione topografica.


In tutta la porzione in sinistra orografica, inoltre, sono evidenti le numerose bediéres superficiali che drenano l’acqua di fusione (Figura 7). Nel corso di un ulteriore sopralluogo effettuato nel mese di novembre, i mulini glaciali erano ancora molto evidenti seppur non più attivi in superfice ma solo, debolmente, al fondo degli stessi con ancora un po’ di acqua subglaciale circolante.




Figura 7

sopra: Variazione topografica del corpo glaciale orientale del Canin il 14 settembre 2022 rispetto al 2021; sotto: Immagini della fronte con i mulini glaciali e le bèdiéres superficiali


up: Topographic differences of Canin East ice patch September 14th 2022 compared to 2021; bottom: the terminus with glacial moulins and surficial bediéres


Figura 8

Un mulino glaciale ancora ben visibile fotografato a metà novembre in corrispondenza della fronte del corpo glaciale


Glacier moulin still visible in mid-November at the terminus of the Canin East ice patch


Sul corpo glaciale del Prevala la diminuzione media è stata di 5.91 m con un massimo di 10.14 m sempre in corrispondenza della fronte (Figura 9). Convertendo i valori di variazione topografica in massa glaciale persa, otteniamo un bilancio di -3.73 m w.e. (metri di acqua equivalente) -4.47 m w.e. rispettivamente per Canin e Prevala.


La neve dell’inverno, come nel caso del Canin orientale, risultava completamente scomparsa facendo affiorare interamente la copertura detritica (Figura 9). Tuttavia, nelle porzioni di apparato più prossime alla morena frontale, erano presenti anche diverse aree con ghiaccio affiorante. E’ importante sottolineare, come detto più volte, che il deposito di neve, firn e ghiaccio presente in Conca Prevala non è un nevaio, ma bensì un corpo glaciale a tutti effetti con spessori di ghiaccio misurati tramite Ground Penetrating Radar fino a 15 metri.


L’errata convinzione popolare che si tratti di un nevaio è dovuta al fatto che negli ultimi anni estati molto calde sono state a volte in grado di fondere completamente la neve dell’inverno precedente, facendo affiorare la copertura detritica del corpo glaciale. E’ al di sotto del detrito, infatti, che sono presenti spessori di ghiaccio di 10-15 metri. A testimoniare il movimento deformativo e gravitativo posseduto in passato da questo piccolo corpo glaciale, vi è inoltre l’evidente morena frontale presente in Conca Prevala.


Figura 9

sopra: Variazione topografica del corpo glaciale del Prevala il 3 ottobre 2022 rispetto al 2021; sotto: Immagine della fronte con il ghiaccio affiorante sotto alla copertura detritica.


up: Topographic differences of Canin East ice patch October 22nd, 2022 compared to 2021; bottom: the terminus with the outcropping ice below the debris cover.



Infine, il ghiacciaio del Popera riporta una diminuzione media di 2.47 m con valori fino a 7.12 m nella porzione in sinistra orografica, in corrispondenza della morena laterale (Figura 10). Il bilancio di massa complessivo risulta pari a -2.22 m w.e.

Il valore inferiore di diminuzione della superficie topografica del Popera rispetto a Canin e Prevala è da attribuirsi alla maggiore quota ma, soprattutto, alla imponente copertura detritica che presenta questo piccolo ghiacciaio dolomitico (Figura 10).


Se sufficientemente spesso, infatti, il detrito è in grado di inibire l’effetto della radiazione solare estiva riducendo quindi l’ablazione complessiva. Il caldo estremo registrato nel corso dell’estate 2022, è stato comunque in grado di provocare effetti di degradazione del ghiaccio particolarmente significativi ed a volte parossistici, come il caso della valanga di ghiaccio in Marmolada di inizio luglio 2022.


In particolare, si è venuta a creare una considerevole ed anomala quantità di acqua di fusione glaciale che, nel caso del Popera, ha portato alla formazione di una profonda incisione in destra orografica del ghiacciaio ben visibile in figura 10.

Figura 10

sopra: Variazione topografica del ghiacciaio del Popera il 7 settembre 2022 rispetto al 2021; sotto: Immagine della parte centrale con il profondo solco di fusione in destra orografica (a sinistra nell’immagine).


up: Topographic differences of Popera glacier on September 7th, 2022 compared to 2021; bottom the central part of the glacier with the deep melting gully on the orographic right (on the left in the image).



Abstract

Year 2022 is the warmest ever reported in the temperature record since 1851. The mean annual air temperature was 2.9°C with extremes between -15.5°C December 12th, and 19.6°C July 22nd. Summer 2022 is extremely hot ranking 3rd in the top warmest ever after 2003 and 2019. The summer is preceded by a winter with scarce precipitation and below average snowfalls. This two factors led to extremely negative glacier mass balance all over the Alps and in the three monitored ice bodies of the Eastern Alps. At the Prevala and Canin glacial ice patches in the Julian Alps as well at the Popera glacier in the Sexten Dolomites, we respectively report -3.73 m w.e., -4.47 m w.e. and -2.22 m w.e. negative mass balance. Smaller value reported on Popera glacier is due to the important debris cover which is partially protecting the glacier from summer ablation. Nevertheless, the extremely high presence of melting water in both Canin and Popera, led to important changes in the glacier morphology with the formation of moulins, bediéres and deep melting channels.


-----------

Si ringrazia per la stesura di questo resoconto:

Gianluca Pistrin, attento osservatore volontario degli eventi nevosi in particolare dell'area montana del FVG per i costanti messaggi e scambi di dati ed opinioni;

Ai rilievi sui corpi glaciali del Canin in Alpi Giulie e del Popera in Dolomiti di Sesto hanno partecipato, oltre agli autori, Elisa Benedetti Fasil, Alberto De Luca, Ezio De Lorenzo Poz, Sara Flego, Costanza Del Gobbo, Daniele Fontana, Simone Pillon, Lukas Rettig.

Le attività di monitoraggio in Canin sono state finanziate dal progetto CryoKarst e dalla Società Meteorologica del Friuli Venezia Giulia con Alpi Giulie Meteo-Lab.

Le attività di monitoraggio al ghiacciaio Alto di Popera sono state finanziate dalla Società Meteorologica Alpino-Adriatica.







תגובות


bottom of page