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Un po' di graupel nella calza della befana

Aggiornamento: mar 29

Non stiamo parlando di un liquore tipico friulano ma di una tipica forma di precipitazione che caratterizza di frequente la nostra area geografica durante le fasi instabili invernali, spesso confusa con la grandine.

E' indice di fenomeni convettivi, ossia regolati da moti verticali piuttosto intensi ed aria molto fredda in quota, proprio come in questi giorni ed in particolare nella giornata odierna.

Vi sono quindi tutti gli ingredienti per assistere oggi a brevi rovesci di graupel come è avvenuto di primo mattino e sta avvenendo in queste ore in particolare sulla periferia di Trieste e sul Carso, e più in generale sulle coste orientali dell'Adriatico e le aree occidentali delle Alpi Dinariche settentrionali. Le immagini radar fornite da arso.si sono piuttosto eloquenti e mostrano le zone interessate dalle precipitazioni all'interno del flusso di correnti da SW verso NE.




Procedendo verso l'interno e salendo leggermente di quota la temperatura al suolo è sufficiente a far scendere i fiocchi fino a terra. Nelle località del Carso interno, in particolare nella Notranjska slovena, si registrano fin dalla scorsa notte infatti nevicate moderate con un buon accumulo al solo. Nell'immagine allegata di seguito la località di Logatec (Slovenia) vista dalla webcam dell'uscita autostradale a 530 m slm di quota (fonte hribi.net).



La formazione del graupel è differente rispetto alla grandine, così come l'aspetto dei granuli che vediamo depositati a terra. Quello che succede è che grossi fiocchi di neve nel corso della caduta subiscono un intenso brinamento attraversando strati di troposfera con vapore acqueo o goccioline super raffreddate (ossia acqua ancora allo stato vapore o liquido pur a temperatura ben sotto lo zero). Questo le fa ingrossare ed accelerare durante la caduta rispetto ad un normale fiocco di neve che cade più lentamente. Una volta raggiunti gli strati d'aria prossimi al suolo, dove la temperatura è positiva, il fiocco di neve fonde nelle parti più "deboli" costituite dalle punte delle dendriti e tende ad assumere l'aspetto di una pallina irregolare bianca opaca... in pratica come una piccola palla di neve umida.

Nelle immagini e brevi video seguenti alcuni dettagli del graupel depositato a terra per uno spessore di circa 1 cm durante un rovescio nella zona più meridionale del Carso in località Pesek (470 m slm).






Il graupel non va confuso nemmeno con il nevischio (sleet), che invece rappresenta un tipo di precipitazione solida che differisce ulteriormente da neve, grandine e graupel. In questo caso si tratta sempre di fiocchi di neve che, cadendo, incontrano uno strato d'aria con temperatura sopra lo zero e quindi fondono trasformandosi in pioggia. Se vi è però la presenza di uno strato d'aria al suolo sufficientemente freddo e spesso da far righiacciare le goccioline d'acqua, queste creano una pellicola di ghiaccio attorno al nucleo liquido o, in certi casi, gelano completamente... in pratica la precipitazione è composta da piccoli granelli di ghiaccio ticchettante che, appunto, si chiama nevischio o sleet in termine internazionale.

Nell'immagine sotto la spiegazione grafica fornita dal National Wether Service americano.



Rovescio di graupel nella tarda mattinata del 6 gennaio nella parte sud orientale della periferia di Trieste si dirige verso il Carso


Aggiornamento serale dopo la formazione di alcune celle temporalesche nel corso del pomeriggio sul Golfo di Trieste


Alcune celle temporalesche si sono formate nel pomeriggio attorno alle 15 locali ed hanno prodotto ulteriori intensi rovesci di graupel, anche se di breve durata, che hanno imbiancato alcune zone della periferia meridionale della città di Trieste così come il Carso.

Nell'animazione arso.si e nell'immagine allegata presa da Prosecco (credits Piero Slama) si vedono le due parti più attive del sistema convettivo (con tonalità gialle-rosse), la prima ad interessare l'area geografica del comune di Duino-Aurisina, mentre la seconda attivarsi poco a nord di Koper-Capodistria e proseguire verso le aree comprese tra i comuni di Muggia e San Dorligo della Valle principalmente


photo credits Piero Slama


Seppur di breve durata, i rovesci associati sono stati piuttosto intensi ed hanno lasciato al suolo 1-2 cm di graupel a seconda delle aree interessate.

I video qui sotto illustrano la situazione nella fase più intensa della precipitazione sulla statale 14 del Carso tra gli abitati di Pesek. e Basovizza; in quest'ultima frazione carsica il deposito al suolo è stato maggiore con quasi 2 cm di graupel misurati a terra.






Nell'immagine immediatamente sopra, chiaramente visibili i rovesci di graupel nella parte slovena della Val Rosandra subito dopo il passaggio della linea di instabilità che ha imbiancato il Carso triestino.

A seguire, il persistere del flusso instabile che ha assunto una componente più occidentale sta provocando (ore 19) rovesci di neve umida di moderata-forte intensità con accumulo al suolo a partire dai 450 m di quota circa. Qui sotto l'animazione dal radar arso.si






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