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Polvere sahariana, convezione esplosiva e intensa attività elettrica sul Golfo di Trieste

  • Immagine del redattore: Società Meteorologica Alpino Adriatica
    Società Meteorologica Alpino Adriatica
  • 4 ore fa
  • Tempo di lettura: 6 min

Caso di studio preliminare – 28 agosto 2026


Un episodio convettivo molto rapido sul Nord Adriatico

Nella serata del 28 agosto 2026 un sistema temporalesco organizzato, sviluppatosi nel contesto di una fase di forte instabilità sull’Italia settentrionale, ha attraversato rapidamente il Friuli Venezia Giulia raggiungendo il Golfo di Trieste. L’evento è stato caratterizzato da una linea convettiva molto attiva, da una marcata curvatura del fronte radar immediatamente a ovest e nord-ovest di Trieste e soprattutto da una densità di fulminazioni estremamente elevata.


Il contesto sinottico era favorevole alla convezione organizzata: aria molto calda e umida nei bassi strati precedeva l’avvicinamento di una saccatura dall’Europa occidentale, mentre in quota un intenso flusso sud-occidentale interessava l’arco alpino. ARPA FVG aveva segnalato nel pomeriggio la possibilità di temporali localmente forti in serata, associati anche a grandine e raffiche di vento. Alle 15:00 CEST Trieste registrava 28,7 °C con umidità relativa del 64%, mentre sull’altopiano triestino la temperatura raggiungeva 29,9 °C.


Radiosondaggio sopra la città di Trieste alle 18 UTC del 28 agosto (sinistra) e campi di vento e dew point a 850 hPa (destra)



valori di dew poin interpolati sul centro nord Italia alle 12.20 UTC del 28 agosto 2026, rete Meteonetwork


Un ingrediente aggiuntivo: l’intrusione di polvere sahariana

L’aspetto più interessante del caso è la coincidenza temporale con una significativa intrusione di polvere sahariana sull’Italia. La presenza del dust non è soltanto una ricostruzione modellistica: il CNR-ISAC ha documentato direttamente l’evento presso l’Osservatorio “Ottavio Vittori” di Monte Cimone, a 2165 m di quota. Tra il 27 e il 28 agosto le concentrazioni di PM10 si sono avvicinate a 100 µg m−3 (micorgrammi a metro cubo) e il numero di particelle grossolane superiori a 1 µm ha raggiunto circa 5 particelle cm−3, un valore di circa un ordine di grandezza superiore alla soglia di riferimento indicata per il sito.


Ancora più rilevante è l’informazione verticale. Le osservazioni lidar-ceilometer della rete ALICENET hanno evidenziato aerosol distribuito lungo diversi chilometri della troposfera, con strutture particolarmente evidenti indicativamente tra 2 e 5 km. Questo dato rende plausibile la disponibilità di aerosol minerale nella troposfera libera, quindi potenzialmente intercettabile dagli updraft convettivi.


CAMS ed ERA5: figure concettuali utili, ma ancora da verificare


Per impostare il caso di studio sono state preparate alcune elaborazioni (figure sotto) che riproducono l’aspetto atteso dei prodotti CAMS ed ERA5 per la giornata del 28 agosto. Queste figure sono utili per mostrare quali variabili dovranno essere estratte e confrontate nella versione definitiva dell’analisi, ma non devono essere interpretate come output originali dei dataset.


Schema concettuale preliminare del campo CAMS di Saharan Dust AOD da verificare. Non è ancora un output CAMS originale e non contiene valori quantitativi di AOD. struttura verticale della dust mass concentration. La distribuzione e le concentrazioni alle quote dovranno essere verificate dal prodotto CAMS


In particolare, una carta CAMS di Saharan Dust AOD dovrebbe documentare l’estensione geografica del plume sul Mediterraneo e sull’Italia, mentre una sezione o un profilo di dust mass concentration sarebbe probabilmente ancora più importante: consentirebbe di verificare quantitativamente a quali quote il particolato minerale fosse presente sul Nord Adriatico e se una parte significativa del plume occupasse livelli compatibili con l’alimentazione della convezione profonda.


Allo stesso modo, ERA5 permetterà di ricostruire l’ambiente termodinamico pre-convettivo: CAPE, CIN, contenuto colonnare di vapore acqueo, dew point nei bassi strati, quota del livello di condensazione e struttura termica verticale. Una seconda carta ERA5 dovrà invece documentare la circolazione in quota e la posizione del jet rispetto alle Alpi e al Nord Adriatico. I valori mostrati nelle figure preliminari sono quindi da considerare esclusivamente indicativi e dovranno essere sostituiti dai valori verificati estratti dal CDS.



Cielo lattiginoso a causa delle polveri sahariane sopra il Carso nel primo pomeriggio del 28 agosto. Foto Renato R. Colucci


Sole offuscato ed opaco e cielo giallastro a causa delle polveri sahariane sulla grande viabilità triestina nel pomeriggio del 28 agosto. Foto Renato R. Colucci


Dalle 22:00 alle 22:30: una linea convettiva si organizza rapidamente


Le immagini radar e lightning consentono invece di seguire direttamente l’evoluzione osservata. Alle 22:00 CEST il sistema mostrava già una struttura allungata e fortemente elettrificata tra il Nord Adriatico e il Friuli. Quindici minuti più tardi la parte più attiva si era spostata sensibilmente verso est, interessando la bassa pianura isontina, il Goriziano e il settore occidentale del Golfo di Trieste.



Radar e fulmini alle 22:00 CEST. Immagine osservativa, credit Meteologix




Radar e fulmini alle 22:15 CEST. Immagine osservativa, credit Meteologix.


Il frame radar delle 22:20 CEST è particolarmente significativo. Immediatamente a ovest e nord-ovest di Trieste la linea assume una pronunciata curvatura verso l’esterno. Sulla base di una singola immagine è più corretto parlare di bowing convective line o di struttura bow-echo-like, riservando una classificazione formale di bow echo all’analisi dell’intera animazione radar e dei campi di vento. La morfologia indica comunque un sistema molto organizzato e in rapido movimento.


Radar alle 22:20 CEST: evidente bowing della linea convettiva a ovest di Trieste. Elaborazione immagine da Credit Protezione Civile Regione FVG.


Una quantità elevata di fulmini, soprattutto all’interno della nube?

Alle 22:30 la distribuzione delle scariche mostra un corridoio elettricamente estremamente attivo esteso dal Friuli verso il Carso e la Slovenia occidentale. Nel prodotto Meteologix fornito, la predominanza visiva delle rilevazioni associate a cloud lightning (riquadri) rispetto ai simboli cloud-to-ground (crocette) è molto evidente. Questo non consente ancora di calcolare un rapporto IC/CG affidabile: per farlo servono i dati originali della rete, con classificazione dei flash e conoscenza della detection efficiency.



Attività elettrica dalle 21.30 alle 22:30 CEST. I riquadri indicano i fulmini intranube (intracloud) mentre le crocette i fulmini nube-suolo (cloud to ground) Immagine osservativa, credit Meteologix.


La coincidenza tra attività elettrica eccezionale e forte presenza di aerosol minerale rende tuttavia interessante una domanda specifica: la polvere sahariana potrebbe avere contribuito a modificare la microfisica e la struttura elettrica della nube? Il meccanismo è fisicamente plausibile.


Le particelle minerali possono agire come ice-nucleating particles; se inglobate nelle correnti ascensionali, possono modificare il rapporto tra cristalli di ghiaccio, acqua sopraffusa e graupel nella mixed-phase region. Le collisioni fra queste particelle sono centrali nei processi di separazione non induttiva della carica elettrica.



Fulmine nube-suolo (cg) davanti alla riserva marina di Miramare la sera del 28 agosto, facilmente identificabile con la crocetta gialla/arancione dell'immagine sopra. Foto credit Renato R. Colucci


Studi recenti sul Mediterraneo supportano la plausibilità di questo meccanismo, ma invitano alla prudenza. Barthe et al. (2025) hanno mostrato mediante simulazioni aerosol-aware che elevate concentrazioni di dust possono modificare l’acqua liquida sopraffusa e la struttura di carica di un temporale. Hausknost et al. (2026), analizzando temporali durante flussi sahariani in Corsica, hanno trovato strutture elettriche peculiari, sottolineando però il ruolo concomitante della dinamica, della stratificazione e della convezione elevata.


Un’ipotesi da verificare, non un’attribuzione

Il punto centrale è quindi distinguere chiaramente tra ciò che è osservato e ciò che deve ancora essere verificato. Si è verificata una significativa intrusione sahariana nella troposfera sull’Italia in un ambiente caldo e umido favorevole alla convezione. Una linea temporalesca organizzata ha attraversato il Friuli Venezia Giulia nella sera del 28 agosto con un’attività elettrica molto intensa.


Non è invece ancora dimostrato che il dust abbia modificato l’elettrificazione del temporale di Trieste. Per testare questa ipotesi serviranno i campi reali CAMS ed ERA5 del 28 agosto, possibilmente accompagnati da profili lidar più vicini al Nord Adriatico, volumi radar tridimensionali e dati total-lightning classificati. Particolarmente utile sarebbe confrontare l’evento con temporali di intensità e shear simili avvenuti nella stessa regione in condizioni prive di aerosol sahariano.


La lettura più corretta, allo stato attuale, è quindi che la dinamica atmosferica abbia generato e organizzato il sistema convettivo, mentre la presenza di una massa d’aria insolitamente ricca di aerosol minerale potrebbe averne modulato la microfisica e l’elettrificazione. È un’ipotesi scientificamente credibile e, proprio perché non ancora dimostrata, rende l’evento del 28 agosto un caso di studio particolarmente interessante.


Fonti principali e verifiche necessarie

CNR-ISAC – osservazioni dell’intrusione sahariana a Monte Cimone, 27–28 agosto 2026.

ARPA FVG–OSMER – osservazioni e previsioni regionali del 28 agosto 2026.

Protezione Civile Regione FVG – radar meteorologico.

Meteologix / Blitzortung – prodotti radar e lightning.

Barthe et al. (2025), Atmospheric Research 319, 107988.

Hausknost et al. (2026), Atmospheric Research.


A cura di Renato R. Colucci

Istituto di Scienze Polari, CNR

Società Meteorologica Alpino-Adriatica


 
 
 

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