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  • Renato R. Colucci

L’epifania, tutte le feste si porta via... e forse anche l'anticiclone sub-tropicale

Aggiornamento: 2 gen

A cura di Renato R. Colucci

Evoluzione sinottica 2-8 gennaio 2023


Il 6 gennaio potrebbe segnare l'inizio di un generale cambio della situazione sinottica in Europa. I principali modelli a medio termine, infatti, vedono il ritorno del flusso occidentale sul vecchio continente ed il graduale smantellamento dell'anticiclone sub-tropicale di matrice africana che ha caratterizzato le condizioni delle ultime settimane in Europa, culminate con i record termici assoluti registrati il primo di gennaio.



LA SINOTTICA

Analizziamo la probabile evoluzione sinottica relativa ai prossimi 7 giorni, da lunedì 2 a domenica 8 gennaio 2023. Per farlo ci avvaliamo in particolare del modello europeo ECMWF che si dimostra costantemente il migliore nell’interpretare l’evoluzione meteorologica su scala europea.


Il pattern predominante nel corso di tutte le festività natalizie ha visto la scomoda ingerenza dell’anticiclone sub-tropicale di matrice africana. Questa figura anticiclonica non cambia nome, come si legge su alcuni portali di (dis-) informazione meteorologica, ma è sempre lo stesso: si chiama anticiclone sub-tropicale. Gli anticicloni subtropicali derivano dalla naturale evoluzione al suolo della Cella di Hadley che vedete schematizzata nell’immagine sotto.



Schema in 2-D della circolazione troposferica con vista della sfera terrestre "girata" lungo l'equatore. Immagine curata da Renato R. Colucci.

La cella di Hadley è una vera e propria cella a circolazione chiusa da immaginare schematizzata in due dimensioni. L’aria calda equatoriale surriscaldata sale verticalmente fino alla tropopausa, per poi procedere orizzontalmente verso nord. L'aria poi ridiscende verso il suolo dopo aver interagito con una zona di convergenza delimitata da un’altra cella, quella di Ferrel, il cui confine è generalmente delineato dalla corrente a getto (jet stream) in quota.


Quando il clima mediamente si riscalda la cella di Hadley è inevitabilmente spinta ad espandersi verso i poli. E’ questo uno dei principali motivi per i quali il Mediterraneo vede sempre con maggior frequenza, sia d’estate sia in inverno, lunghe fasi caratterizzate dall’invasione dell’anticiclone sub-tropicale di matrice africana, una volta raramente in grado di sconfinare verso nord come accade invece negli ultimi decenni.


Nell’immagine sotto le anomalie di geopotenziale in quota di domenica 1 gennaio 2023 mostrano proprio il pronunciato promontorio sub-tropicale spingersi fin verso i confini tra Europa e Russia. La sua azione è particolarmente aggressiva anche a causa dell'affondo fin verso le isole Canarie di una depressione che con il suo moto circolatorio anti-orario tende a "gonfiare" ulteriormente l'anticiclone sub-tropicale



Nell’immagine seguente, le temperature notturne al suolo registrate sull’Europa poco dopo le 00 del primo gennaio 2023, proprio durante i festeggiamenti di Capodanno.


Valori notturni assolutamente eccezionali che in molte località sono stati di 15°C superiori rispetto ai valori normali del trentennio 1981-2010. In alcuni casi l’anomalia è stata superiore ai +20°C.



L’esasperazione dei valori sull’Europa centrale ed orientale sono da attribuirsi, oltre ai valori eccezionalmente elevati in quota, anche ai fenomeni di compressione indotti dalla catena alpina, sopra vento rispetto al flusso sud-occidentale in quota. Si notino le modeste inversioni termiche nelle vallate alpine austriche, di fatto il luogo più freddo d'Europa oggi.


Nell'immagine seguente, curata dal noto meteorologo scozzese Scott Duncan, le temperature massime rilevate oggi in Europa. Spiccano gli incredibili 18.9°C di Varsavia, valore che supera di oltre 5°C (cinque) il precedente record assoluto di gennaio.



Sotto vento alle Alpi i medesimi flussi, carichi di umidità, hanno portato condizioni di inversione termica, nebbie e nubi basse, ma con strato limite particolarmente alto ed oscillante tra i 1300 ed i 1500 m mediamente. Anche questo effetto è da attribuirsi alle straordinarie caratteristiche della massa d’aria di origine africana.

Guardando alla situazione che interessa più direttamente l’Alpeadria, nel breve termine non sono previste sostanziali modifiche alla circolazione generale. Nei prossimi giorni le condizioni meteorologiche vedranno davvero poche variazioni, in particolare nei bassi strati dell’atmosfera. Permarranno nubi basse e pioviggini con temperature molto miti, più tipiche di una sciroccata piuttosto che di condizioni di inversione termica invernale.


Ma il pattern meteorologico potrebbe iniziare a modificarsi radicalmente proprio nei giorni immediatamente precedenti all’epifania portando maggiore dinamicità atmosferica in Europea.


Campi delle anomalie di pressione alla quota geopotenziale di 500 hPa per il 6 gennaio 2023, fonte ECMWF


L’anticiclone sub-tropicale sembra essere smantellato rapidamente grazie ad un rinvigorito flusso atlantico che, con varie ondulazioni non più meridiane e dirette verso le Canarie, ma con direttrice ovest-nordovest / este-sudest, tenderà a schiacciare la cintura anticiclonica verso meridione.


Questo potrebbe, in prospettiva, permettere l’ingresso di una importante saccatura legata al ciclone d’Islanda nella giornata dell’8 gennaio. Nella carta sotto, vediamo proprio la situazione appena descritta che porterebbe una circolazione decisamente ciclonica su quasi l’intera penisola, con le Alpi ed il nord Italia particolarmente coinvolte.


Campi delle anomalie di pressione alla quota geopotenziale di 500 hPa per l'8 gennaio 2023, fonte ECMWF


Con tale situazione, in realtà, i settori favoriti alle precipitazioni sarebbero principalmente quelli sopra vento al flusso principale, e quindi soprattutto le Alpi francesi, svizzere ed austriche. La situazione prevista finora, infatti, preluderebbe ad intense precipitazioni da stau su queste aree, con il versante italiano alpino ed il nord Italia in generale ombra pluviometrica.


Nell'immagine seguente la sommatoria pluviometrica ECMWF da qui al 10 gennaio, data molto distante per una previsone meteorologica, ma che dà l'indicazione di massima di quanto abbiamo appena descritto.



Proprio questa situazione, in ogni caso, sarebbe in grado di rimescolare l’atmosfera e spazzare via le tipedie inversioni e gran parte dell’umidità che ci accompagna da settimane.

I due principali modelli di previsione ECMWF e GFS, pur non vedendo la situazione al medesimo modo a causa della lontananza previsionale, ne delineano comunque contorni piuttosto simili.


Nella carta sottostante che sottrae il risultato dell’output GFS a quello ECMWF, vediamo come gli “spaghi” inizino a discordare proprio il giorno 6 gennaio, in particolare per quanto riguarda l’affondo meridionale della saccatura. Possiamo però dire che le premesse sembrano comunque positive per un inizio sostanziale di cambio di circolazione atmosferica .



TEMPERATURA

Il possibile cambio di circolazione appena descritto non sarà però foriero, almeno per ora, di condizioni particolarmente rigide dal punto di vista termico, ma dovrebbe garantire almeno un ritorno a termiche in media con il periodo a partire dal 7-8 gennaio.


L’Alpeadria si troverà generalmente sotto vento al flusso nord-occidentale e conseguentemente le temperature al suolo potrebbero risultare ancora di qualche grado superiori al normale.


In quota sulle Alpi, invece, il calo termico si farà sentire in maniera ben più sensibile, in particolare se rapportato ai valori assolutamente miti di questi giorni. Nell'animazione sotto vediamo le anomalie dei campi di temperatura alla quota di 850 hPa previste da ECMWF per i prossimi giorni.


In evidenza, in particolare, il poderoso afflusso di aria artica dal Nord America. Tale afflusso però verrà fortemente mitigato dalle acque dell’Oceano Atlantico, prima di giungere sull’Europa. Si vede infatti come il magenta e blu scuro dalle coste del Canada, virino gradualmente verso l'azzurro passando al di sopra dell'oceano.


Si sà che per gli europei il freddo non arriva mai da nord ovest, ma è piuttosto ad est o a nord che bisogna guardare. Per le aree di pianura del Friuli Venezia Giulia, invece, si è limitatamente costretti a guardare quasi esclusivamente solo ad est.


C’è da rilevare comunque l’importante novità legata alla formazione di un nuovo bacino di aria gelida sulla Scandinavia e sulla Russia con anomalie al suolo anche di 15-20°C. Nel dettaglio sotto, che mostra le anomalie di temperatura questa volta al suolo, si vede chiaramente l'ampia area color magenta con le anomalie più marcate tra la Scandinavia e la Russia.


La carta è centrata nella gionata dell'epifania, e vediamo come l'inerzia dell'anticiclone sub-tropicale porti ancora a forti anomalie positive sull'Europa centrale ed i Balcani.



Nel dettaglio seguente, che mostra tutto l’emisfero settentrionale, vediamo come, in prospettiva, il serbatoio di aria gelida sia destinato verosimilmente ad ingrandirsi rapidamente. Tale aspetto potrebbe essere però del tutto marginale od ininfluente per il proseguo dell’inverno in Europa ed il Mediterraneo.


Quell’enorme massa di aria gelida al suolo può infatti influenzare l’Europa solamente con un moto retrogrado, da est verso ovest, innescato da situazioni piuttosto infrequenti. Una tra le più comuni è legata alla formazione di alte pressioni in sede polare in grado di spingere letteralmente tali masse d’aria verso latitudini meridionali e, per il moto di circolazione orario delle alte pressioni nell’emisfero settentrionale, anche verso ovest.



Eventi di questo tipo possono essere indotti da uno strat-warming, ossia un riscaldamento improvviso della stratosfera che, per una serie di eventi a catena, è in grado di portare al momentaneo collasso del vortice polare ed indurre colate gelide verso le aree temperate della Terra.


Le più intense ondate di gelo registrate sia in Nord America sia in Europa, sono quasi sempre tipicamente indotte da eventi di questo tipo.


Nell’immagine seguente vediamo l’andamento del profilo verticale della temperatura in stratosfera negli ultimi 2 mesi e quello previsto nelle prossime due settimane (dalla linea tratteggiata bianca verso destra). A partire dal 10 gennaio sembrerebbe proprio innescarsi un possibile evento di riscaldamento stratosferico in sede polare (tra 60 e 90° di Lat. Nord)



Tale circostanza potrebbe portare ad un rapido collasso del vortice polare. Nell’immagine sotto si può vedere quanto appena descritto, guardando a come cambi il trasporto verticale di energia (e quindi di calore) nella stratosfera che di fatto induce l'onda di temperatura ed il collasso del vortice polare.


Una minuziosa analisi di quanto sbrigativamente qui descritto è disponibile in un ampio e dettagliato articolo a cura di Andrej Flis sul portale Severe-weather.eu.



Gli effetti di una tale situazione sono però di solito avvertibili al suolo non prima di 10-20 giorni, e non è mai predicibile, almeno sulla base delle conoscenze attuali, dove tale anomalia andrà poi a colpire effettivamente. Non è quindi automaticamente detto che il collasso del vortice polare possa poi effettivamente portare ad una ondata di gelo in Europa o sul Mediterraneo.

Ad ora, possiamo solo dire che vi sono alcuni ingredienti che portano a ritenere come il cambio di pattern potrebbe essere particolarmente significativo a partire dalla seconda/terza decade di gennaio e che alcuni aspetti chiave sembrano essere al posto giusto.


Va da sé che a fine gennaio ormai la parte potenzialmente più bella e tipica dell’inverno sarà ormai quasi interamente alle spalle, con la radiazione solare che inizierà ad aumentare considerevolmente giorno dopo giorno allungando le ore di luce solare.


Una linea di tendenza ha bisogno di conferme che invitiamo ad approfondire sempre seguendo gli aggiornamento degli enti preposti oltre che i servizi locali di allerta meteorologica.


Quanto appena descritto rappresenta infatti una semplice occhiata alla tendenza sinottica sulla base dei prodotti modellistici disponibili liberamente in rete, e non costituisce una previsione meteorologica.


Per le previsioni meteorologiche giorno per giorno sulla regione Alpeadria, vanno consultati i bollettini meteorologici forniti dai servizi meteorologici ufficiali osmer-arpa, zamg, arso


Le carte riportate e discusse in questo articolo, a volte modificate ed integrate, sono tratte dai portali wxcharts.com e stratobserve.com tramite Licenza Attribution 4.0 International (CC BY 4.0). Per consultare gli aggiornamenti modellistici suggeriamo di collegarsi direttamente ai portali dedicati.


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