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Andamento del livello marino medio annuo a Trieste dal 1875 assieme alle tendenze su vari periodi. Si noti la variabilità, e quindi la scarsa attendibilità, di queste ultime quando il periodo analizzato è breve. Il periodo dal 1992 è quello coperto anche dalla'altimetria da satellite per la correzione del dato.

Il livello del mare a Trieste dal 1875

Le scale di variabilità temporale del livello marino possono essere distinte in funzione dei fattori che le determinano. Le variazioni su scale temporali fino all’interannuale sono causate dalla meteorologia, soprattutto vento e pressione atmosferica. Dalla scala stagionale in su sono importanti inoltre le variazioni delle caratteristiche termoaline dell’oceano.

 

I venti dominanti sull’Adriatico sono la Bora, trasversale al bacino, e lo Scirocco, che spira lungo il bacino. Lo Scirocco tende ad accumulare acqua verso l’estremità settentrionale del bacino. Nel Nord Adriatico la Bora favorisce l’abbassamento del livello sulla costa orientale e un aumento su quella occidentale. Il Libeccio favorisce l’aumento del livello nel Golfo di Trieste.

 

La pressione atmosferica agisce attraverso la relazione nota come “effetto barometrico inverso”. Quando nel Nord Adriatico la pressione è relativamente bassa, viene risucchiata acqua da Sud, alzando il livello marino, e viceversa. La combinazione di Scirocco e bassa pressione atmosferica locale provoca l’“acqua alta”, ossia il notevole aumento di livello del mare osservato sulla costa settentrionale.

 

Le variazioni di temperatura e salinità comportano cambiamenti della densità dell’acqua, che si riflettono anche sul livello marino. Si tratta dell’“effetto sterico”, caratterizzato da un aumento del livello in occasione del riscaldamento dell’acqua e da una sua diminuzione in occasione di un aumento di salinità. Nel Golfo di Trieste la tendenza secolare dell’effetto sterico, circa -4 mm/secolo, è trascurabile rispetto a quella del livello osservato, dell’ordine di 100 mm/secolo.

 

Su scala globale, dopo il picco glaciale di circa 21000 anni fa, il livello è sempre mediamente aumentato, con velocità variabile. Tra 2000 e 100 anni fa l’aumento è stato inferiore a 2 cm per secolo. Misure di alta qualità presso stazioni considerate stabili concordano su tendenze tra 1.5 e 2.0 mm/anno nel XX secolo, non considerando i movimenti verticali del suolo. Durante gli ultime 30 anni la tendenza è stimata in oltre 3 mm/anno.


Nel Mediterraneo (escluso il Mar Nero) esistono solo cinque stazioni con almeno 80 anni di dati, cioè Trieste (inizio nel 1875), Genova (1884), Marsiglia (1885), Venezia (1871) e Marina di Ravenna (1873), le ultime due affette da marcata subsidenza di origine antropica.

 

Nel grafico di apertura è illustrato l’andamento del livello medio annuo a Trieste dal 1875 insieme con le tendenze su vari periodi. Si noti la variabilità, e quindi la scarsa attendibilità, di queste ultime quando il periodo analizzato è breve. Il periodo dal 1992 è quello coperto dall’altimetria da satellite.

Serie degli eventi di tracimazione a Trieste dal 1875 (istogramma in blu) e numero annuale degli eventi di tracimazione (istogramma in rosso)

Rispetto al livello medio del 1991-2009, secondo le più recenti proiezioni dell’IPCC per il XXI secolo, nel 2050 il livello medio dovrebbe essere più alto tra 16 (nello scenario più favorevole) e 63 cm (scenario più sfavorevole), e nel 2100 tra 30 e 250 cm. D’altra parte, le simulazioni degli scenari futuri indurrebbero a ritenere che la frequenza e l’intensità delle acque alte estreme a Venezia e Trieste non siano destinate ad aumentare rispetto al presente, per la contemporanea diminuzione della frequenza e dell’intensità degli eventi meteorologici che le favoriscono.